martedì 24 giugno 2008

...non mi chiedere di più.

Corri in stazione, accompagni un amico che parte. Ti saluta un sorriso, ricambi con garbo e curiosità. Poi la bocca trabocca fuorisce inghiotte. Poi rimani senza parole a guardare il nodo il fiocco il pacchetto il controno l'involucro, semplicemente la carta fluoriscente che scintilla di blu. Ed è solo mare, solo acqua e un atroce malditesta. Spero che sia il preciclo, chiedo alla Luna, ormai decadente, di risolvere Lei sola e indifferente lassù, cara, carissima Luna, la mia fame vorticosa e bulimica. Spero sia il preciclo. Non si può mangiare pandistelle a merenda. Non si può se non sei più un bambino.

4 commenti:

antonio lillo ha detto...

sai, ci respiro molta solitudine nei tuoi post... anche molta forza, certo... come se dicessi "è così che va e basta per cui si può solo andare avanti senza troppe lacrime"... ma anche tanta solitudine... magari sbaglio, chissà, non ti conosco dopotutto... però viene voglia di abbracciarti e dire "allora, ci beviamo una birra?"

(beh, magari ho solo detto un mucchio di stronzate, lasciamo perdere, va...)

un saluto

mara ha detto...

ci beviamo una birra? ;)

antonio lillo ha detto...

visto che ti piace la luna ti lascio una poesia. è di stefano dal bianco... non è come una birra in due, ma per quella c'è sempre tempo... la luna no, ogni mese è è una luna diversa...

ALTRA LUNA

Ho visto la luna più chiara di sempre
alzarsi dietro il monte
e non ho fatto niente.
Non ho parlato né pensato
e qualcosa ho sentito,
ma non avrei voluto.
Ho sentito di voler combattere il sentire,
di non volere la luna per me
e di non darmi alla luna,
ma di fissare un'altra luce
radicata dalla terra al cielo e in me rinata
e generata dalla luna.

mara ha detto...

Grazie. La Luna sta già tramontando. Pronta a smarrirsi nel blu.