giovedì 9 ottobre 2008

le cose belle

un tempo un'amica . che amica forse più non è - diceva che le cose belle hanno bisogno di costanza e fatica. Come la danza. Costanza e fatica. Sì. Voglio il mio piccolo uomo con gli occhi neri ricordando il passato ma non facendo che il passato diventi di nuovo presente.

domenica 3 agosto 2008

e poi

E poi dici che t'importava qualcosa. E poi dice "stupida" se dico "non mi vuoi già più bene"
Sei in vacanza con lei, sei al mare, sei all'estero. Lei è qui, lei è tornata. A. lo squallore con cui sei scomparso in silenzio dalla mia vita. Ci vediamo a settembre, là. E non provare a sorridermi. Non conosci neppure una briciola di Mara.

sabato 19 luglio 2008

riflessioni

Quando ci si arrabbia con gli altri e si rimprovera a essi qualcosa: è uno specchio [mille frammenti riflessi]. Sono arrabbiata con te, A.? In realtà non me ne frega nulla. Dovrei riflettere sulla mia innata stupidità, cioè incapacità di avere rispetto di me stessa. E tu, A. [ma mai leggerai questo post?] come puoi dire che "sono una brava ragazza" se neppure mi conosci?

mercoledì 9 luglio 2008

7 luglio

ADELAIDE ASSOPITA
C’è il sole. Alto dinnanzi a lei.
Certe volte fugge,
sfugge [dietro una nube densa
e pesante].
Ma l’umido persiste
con esso soffoca.
Adelaide scruta [brucia]
disattenta [dov’è la profondità?].
Adelaide chiede [vede];
le risposte provvisorie
obbediscono accarezzano
urgenze del nunc
necessità del quid.
Tantum nunc; tantum quid.
Unghie curate cosce scarnite
vago desiderio di pioggia: immanente imminente.

Non gioco d’orgasmo
[l’orgasmo (l’amore) è un gioco?]
Adelaide non domanda Presenza.
È assillante l’Epifania del Bello.
Contemplazione senza uso
assopimento nella luce.
Contemplazione senza uso.
Non giustifica nulla.
Neppure in viaggio.

giovedì 26 giugno 2008

AbCd senza attesa

Andrea è un nome; un bel nome direi. Etimologicamente deriva dal greco e significa coraggio. A me immediatamente suscita piacere e affetto. Andrea è mio fratello, Andrea il primo nome da uomo che probabilmente ho imparato a pronunciare. E poi ti accorgi che sei circondato da Andrei. Andrea è il piccolo che si addormenta al tuo fianco, Andrea è il sorriso della stazione, Andrea è l'amico della tua amica, Andrea un barman poco simpatico, anzi due barman poco simpatici. Andrea è anche la figlia di una tua remota compagna di viaggio. E infine di nuovo soltanto un nome. Un bel nome. Il nome di mio fratello.

martedì 24 giugno 2008

...non mi chiedere di più.

Corri in stazione, accompagni un amico che parte. Ti saluta un sorriso, ricambi con garbo e curiosità. Poi la bocca trabocca fuorisce inghiotte. Poi rimani senza parole a guardare il nodo il fiocco il pacchetto il controno l'involucro, semplicemente la carta fluoriscente che scintilla di blu. Ed è solo mare, solo acqua e un atroce malditesta. Spero che sia il preciclo, chiedo alla Luna, ormai decadente, di risolvere Lei sola e indifferente lassù, cara, carissima Luna, la mia fame vorticosa e bulimica. Spero sia il preciclo. Non si può mangiare pandistelle a merenda. Non si può se non sei più un bambino.

domenica 22 giugno 2008

galleggiante

i fermenti antidiarroici cureranno i nodi del mio intestino? o non saranno neppure essi sufficienti a dissipare villi contorti piccole biaghe e accumuli nicotici? mal di pancia. mal di testa. stanchezza. gambe gonfie. Che cosa è il possesso? Cosa significa saper dormire sola? forse la bella stagione, forse il piumino, forse la comodità di un letto antico, forse solo qualche cm in più di carne sopra le ossa; forse basta una fetta di pizza e un bicchiere di birra a sollevare dall'infelicità, a spegnere il tedio di una bocca traboccante. è un'altra domenica, non di settembre ancora. Solo giugno, soltanto la prima domenica di sole pieno. Che bello essere al mondo.

mercoledì 18 giugno 2008

Marcoaldi

"Che dici? Se ti abbraccio forte
forte, ho qualche chance in più
di scampare alla morte?"

martedì 22 aprile 2008

nocciole bianche

Là fuori il tempo ingrigisce; la luna piena stanotte; il preciclo. Il preciclo. Gettiamoci sulla cioccolata bianca con le nocciole!

lunedì 21 aprile 2008

decidere

Il corpo è una barca: occorre decidere dove portarla. Occorre essere timoniere. Saldi e solidi [come consiglio sempre alla mia Paola]. Saldi e solidi senza ripensamenti. Così. Questa settimana sarà faticosissima ma saldi e forti non si temono le tempeste.
Buonanotte e dolci stelle. La Luna è piena e non renderò artificiale il mio mese, per te [a buon intenditor...]

domenica 20 aprile 2008

+

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se il sole ha la "r"

Dice un vecchio detto [non so quanto vecchio, non so quanto proverbiale; so solo che lo ripeteva il mio babbo quando ero bambina] che bisogna guardarsi dal sole nei mesi con la "r": dunque febbraio, marzo, aprile [oggi per l'appunto], settembre e con lui i mesi autunno-invernali. "Hai visto che ci provo?". Ma non ci siamo guardate: ardite stese sopra il telo bianco incredule e compiaciute. Meglio così, meglio un poco gamberi rilassati che annoiati topi rinchiusi in uno stanzino. Crema idratante a go-go! Rientriamo, rolliamo, studiamo. "Sì, diventa una piacevole necessità!".

sabato 19 aprile 2008

ci proviamo

Ci proviamo, sì ci proviamo: io ci provo, tu, se vuoi, sì anche tu puoi provarci. Le mie parole non sono a senso unico: mi rivolgo a te [ma non solo a te], scrivo a lei, domando a lui, chiedo a voi e sopratutto a me. E' stata una settimana faticosissima: tra Odi barbare carducciane, coliti e gastriti e carta igienica, case e stanze, ritorni e partenze, arrivi e lacrime. E' stata una settimana faticosissima: il sorriso più denso segue le parole più inutili e ora alla fine, cantano le "megliosole" solo io [http://megliosole.it/site]. Ci proviamo: parlo a te, cioè a lei [no, non a lui], che ha alleggerito di presenza rasserenante [perchè la presenza se non è bisogno urgenza, ma disponibile presenza, è rasserenante]. Sì rasserenante: e difatti è tornato il sole. Le parole fanno male; non a chi le legge, a chi le riceve. Le parole fanno male a chi le scrive: duri sassi, macigni da scavare per trascendere e significare. E' questo il silenzio, è questo, sì. Ma ci provo ugualmente. Come per essere pesce senza annaspare nell'acqua occorre ridurre il vizio. Così per scrivere senza patire occorre alleggerire o addensare. Ti strizzo l'occhio: grazie delle mele zuccherate. Grazie. Buona Notte.

sabato 12 aprile 2008

Claudia scrive

Claudia scrive; si soffia il naso e scrivo. Fuori ormai è buio e il concerto è svanito in un mal di pancia. Claudia continua a scrivere: maledetti pc, maledetta distrazione, maledetto tasto schiacciato al momento sbagliato [tutta la sera io resterò da sol ed io per te muoio per te con una rosa sono venuto a te]. Ora Capossela. Sopra i fili del vecchio. Continuiamo a camminare. Ancora qualche passo prima di precipitare nel lieto.